Monday, February 28, 2011

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Fortress Italy


We are waiting, but do not know what. He must spend the night, but nobody knows how long, black night, and, basically, we do not care. From our fortress outpost in ruins, apartment or suburban in centro città, osserviamo l'orizzonte attraverso la malia della televisione. Voci familiari di perfetti sconosciuti ci tengono compagnia ogni sera. Interpretano gli accadimenti alle nostre frontiere e anche i pericoli, e insieme ad essi le soluzioni. Noi, come è ovvio, non ci crediamo più, né ai pericoli, né alle soluzioni. I pericoli sono ben più minacciosi, già dentro i nostri confini, e le soluzioni sono giochi di prestigio di chi non può che perpetuare il proprio potere, non ha del resto scelta. Le falsità di cui ci circondiamo sono troppo evidenti e prolungate, ma quel futuro così minaccioso non si può affrontare ora, con queste miserabili armi, senza una strategia, senza un'oncia, o anche un solo gram, of courage. The fortress is warm, we do not lack anything except the freedom and knowledge. The wait consumes us like candles, but the heat is enough to put off even the smallest self-examination.
From the desert that stretches unbroken across from the walls, where we locked out of cowardice or by choice, no one will come, not formidable and ruthless enemies, not friends to our rescue with the weapons of democracy and freedom, two words we think we know the meaning, but we have changed, more or less unconsciously, in dictatorship and servility. The wait should last forever, hold on (to whom?) Is our one true goal. The time of hard da generazioni, una dopo l'altra cancellate come le stelle dalla luce del mattino. Nella fortezza c'è ancora abbastanza cibo, ma i più giovani spesso partono per delle terre straniere senza fare più ritorno. Sono milioni ormai.
La fortezza invecchia insieme ai suoi abitanti e le sue mura cominciano a sgretolarsi, si dice che avvenga per tutte le fortezze, che sia una regola universale, che nessuna fortezza sia eterna, che nessuna attesa sia per sempre. Il muro di Berlino è caduto, e ora le fortezze del Maghreb, una dopo l'altra. Ma è dolce l'attesa, pur con il boato dei primi crolli. Quel nemico, che mai apparirà da territori sconosciuti, siamo in realtà noi, ma è così rassicurante pensarlo diverso, lontano.

article from www.beppegrillo.it
image from www.riminibeach.it

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